[info-box-shortcode title=”“Un modo perfetto per “vivere” il capolavoro di Dante Alighieri”” link=”url:https%3A%2F%2Ffidest.wordpress.com%2F2021%2F11%2F26%2Fun-modo-perfetto-per-vivere-il-capolavoro-di-dante-alighieri%2F|title:Vai%20al%20sito|target:_blank” icon_font1=”2″ link1=”url:https%3A%2F%2Fwww.francescomurano.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F05%2F2021.11.26_FIDESTWORDPRESS.pdf|target:_blank” bgimg=”3290″]Dal punto di vista luministico, una mostra complessa e di carattere enciclopedico come “Inferno” presenta notevoli problemi: per l’importanza dei molti capolavori d’arte, per la presenza contemporanea di lavori appartenenti ad epoche diverse e, soprattutto, per le dimensioni delle opere esposte, che spaziano da dipinti ad olio come “Dante e Virgilio nel nono cerchio dell’Inferno” di Gustave Doré (più di tre metri per quattro) a piccoli disegni a matita su carta come quelli di Paul Richer, da pergamene preziose come la rappresentazione dell’Inferno di Botticelli alle migliaia di microsculture di cadaveri composti a piramide dai fratelli Chapman.[/info-box-shortcode]