[info-box-shortcode title=”“L’importante lezione” di “Piet Mondrian” al Mudec di Milano” icon_font1=”2″ link1=”url:https%3A%2F%2Fwww.francescomurano.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F05%2F2022.02.16_GOCCEDISPETTACOLO.pdf|target:_blank” icon_font_awesome=”fas fa-file-word” bgimg=”3368″]“Illuminare l’arte astratta e quella figurativa richiede tecniche molto diverse – spiega Murano – La prima differenza riguarda la tonalità della luce: se per le opere figurative, specie per quelle antiche, si preferisce una luce calda, per quelle astratte si opta quasi sempre per una più fredda. Importante è anche il coinvolgimento, o meno, della parete dove le opere sono collocate: le opere classiche richiedono un chiarore concentrato e raccolto, mentre quelle astratte una luce più ampia, capace di coinvolgere anche l’ambiente circostante”[/info-box-shortcode]