[info-box-shortcode title=”Inferno a Scuderie del Quirinale: “Una mostra per “vivere” il capolavoro di Dante”. Il light designer Francesco Murano racconta le inquietudini dell’allestimento” link=”url:https%3A%2F%2Fuozzart.com%2F2021%2F11%2F18%2Ffrancesco-murano-inferno-scuderie-del-quirinale%2F|title:Vai%20al%20sito|target:_blank” icon_font1=”2″ link1=”url:https%3A%2F%2Fwww.francescomurano.it%2Fwp-content%2Fuploads%2F2023%2F05%2F2021.11.18_UOZZART.pdf|target:_blank” bgimg=”3222″]“In tutta la mostra sono stati impiegati sostanzialmente due tipi di apparecchi – spiega l’architetto – I sagomatori per le opere che ho deciso di delimitare e contornare con una luce precisa e gli AR111 per quelle che invece mi sembrava avessero bisogno di una luce più diffusa e meno circoscritta. Tutte le opere sono state illuminate con una luce calda e molta attenzione è stata prestata ai riflessi. Specie con i grandi dipinti eseguiti con la tecnica dell’olio su tela o su tavola con fondo scuro. Veri e propri “specchi neri” che sono stati valorizzati con delle luci laterali e mai frontali”.
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